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L’apporto di vitamina B12 è essenziale per il benessere

Articolo a cura della Dott.ssa Elisabetta Zibetti, Varese

Cos’è la vitabina B12

La B12 è una vitamina altamente idrosolubile che può esistere in diverse forme, tutte contenenti un atomo di cobalto (un minerale) e per questo genericamente dette cobalamine. Tra queste solo la deossicobalamina e la metilcobalamina sono le forme attive nell’uomo.

La vitamina B12 non può essere sintetizzata nel nostro organismo ma va assorbita dai cibi con un processo che richiede una buona funzionalità dello stomaco. Infatti, la vitamina è presente nei cibi legata alle proteine e per staccarla ed assorbirla è necessaria una elevata acidità gastrica ed una iniziale digestione proteica. Una volta staccata dalle proteine la vitamina B12 si lega ad una sostanza prodotta nello stomaco detta “fattore intrinseco” ed insieme a questa viene assorbita più a valle nell’intestino. La disponibilità di fattore intrinseco gastrico è limitata per cui non ci sarà mai un assorbimento in eccesso di vitamina B12 mentre situazioni che compromettono la funzione dello stomaco provocano facilmente delle carenze. Di contro, la vitamina B12 contenuta nei supplementi e negli alimenti fortificati non necessita della funzione gastrica per il suo assorbimento.

A cosa serve la vitamina B12?

La vitamina B12 è essenziale per la vita. Nella forma di deossicobalamina interviene nei processi di produzione di energia a partire dalle sostanze alimentari (soprattutto i grassi) mentre nella forma di metilcobalamina interviene nella ri-metilazione della omocisteina a metionina, che è il processo fondamentale per sostenere la crescita cellulare, ovvero per l’aggiunta di unità carboniose alle molecole. Si tratta in sostanza del famoso ciclo dell’acido folico: l’unità carboniosa (gruppo metile) fornita dai folati viene passata alla vitamina B12 e da questa alla omocisteina. Pertanto, non ci sarà alcun effetto da acido folico in assenza di vitamina B12 e, viceversa, la vitamina B12 è inutile se non c’è anche acido folico.

La vitamina B12 nella forma di metilcobalamina è necessaria per sintetizzare la maggior parte delle molecole organiche. Gli effetti della sua carenza di si ripercuotono quindi su tutte le funzioni cellulari ma sono massimi in cellule e tessuti in attiva crescita. Pertanto, vista la continua proliferazione dei globuli rossi nel corso della vita, il primo e più noto segno di carenza è l’anemia, che nel caso specifico viene detta megaloblastica (per la presenza globuli rossi immaturi nel sangue) o “perniciosa” quando associata ad una particolare forma di gastrite autoimmune. Ciò detto, la carenza di vitamina B12 si riflette negativamente su tutte le funzioni dell’organismo, prime fra tutte la riproduzione (sintesi di spermatozoi ed ovociti), la funzione intestinale (tutte le cellule dell’epitelio intestinale vengono sostituite ogni 3 giorni) e le funzioni nervose (continua produzione delle guaine mieliniche che isolano i nervi).

Il fabbisogno di vitamina B12 secondo lo NIH americano è il seguente:

Età

Uomini

Donne

Gravidanza

Allattamento

0-6 mesi

0.4 mcg

0.4 mcg

7-12 mesi

0.5 mcg

0.5 mcg

1-3 anni

0.9 mcg

0.9 mcg

4-8 anni

1.2 mcg

1.2 mcg

9-13 anni

1.8 mcg

1.8 mcg

14+ anni

2.4 mcg

2.4 mcg

2.6 mcg

2.8 mcg

polpo vitamina B12

100 grammi di polpo contengono 12-20 microgrammi di vitamina B12

Dove trovare la vitamina B12?

In natura soltanto alcuni batteri sono in grado di sintetizzare la vitamina B12 mentre le piante e gli animali, compreso l’uomo, devono assumerla con i cibi. Gli animali erbivori ottengono la vitamina B12 dai processi di fermentazione dei vegetali operati dai loro batteri intestinali in fase di ruminazione. Gli altri animali ricavano la loro vitamina B12 dall’ingestione di altri animali (es. erbivori) che la contengono nei tessuti.

I cibi di natura vegetale non forniscono alcun apporto di vitamina B12 che è invece presente in elevate quantità in alcuni tessuti animali, particolarmente fegato. In ogni caso la vitamina B12 si trova in tutte le carni, il pesce ed in particolare i molluschi, le uova ed i formaggi. È tuttavia difficile stimare il contenuto in vitamina B12 di una dieta perchè non sempre è noto quanta di quella contenuta nei cibi è in forma attiva ed utilizzabile (es. metilcobalamina), quanta di quella presente sarà effettivamente assorbita e quale sarà la riduzione di apporto dopo cottura degli stessi cibi.

La tabella sottostante riporta il contenuto teorico in cobalamine (buone e non) di alcuni cibi prima della cottura.

Alimenti

Contenuto in cobalamine (mcg per 100 grammi)

Fegato di vitello

60 mcg

Carne di anatra

54 mcg

Polpo, sgombro, tonno, merluzzo

12-20 mcg

Altri pesci

2-10 mcg

Pollo

5-13 mcg

Frutti di mare (cozze, vongole)

12 mcg

Coniglio

7-8 mcg

Crostacei (granchio, aragosta)

3-4 mcg

Manzo, agnello, cavallo

3-4 mcg

Formaggi

1-3 mcg

Uovo

1

Chi soffre di carenza di vitamina B12?

La carenza di vitamina B12 si manifesta con anemia megaloblastica, perdita di appetito e di peso, debolezza ed affaticabilità. I sintomi neurologici possono precedere l’anemia e vanno compresi prima che si sviluppi un danno grave. I più precoci sono formicolii ed intorpidimento agli arti seguiti da confusione, depressione, perdita di memoria e demenza. Nei bambini la carenza di vitamina B12 si manifesta con anemia e ritardo di crescita e di maturazione neuromuscolare.

La causa più comune di carenza di vitamina B12 sono le malattie dello stomaco che comportano una perdita della sua funzione (atrofia gastrica) o semplicemente una ridotta secrezione di acido. I soggetti sottoposti a riduzione chirurgica dello stomaco, es. per la cura dell’obesità, sono ad alto rischio. Allo stesso modo, trattamenti prolungati con potenti inibitori della secrezione acida possono associarsi a stati carenziali.

I vegani sviluppano carenza di vitamina B12 con sorprendente rapidità in quanto la stessa è assente negli alimenti vegetali. Il problema è aggravato dal fatto che i cibi vegetali assicurano un elevato apporto di acido folico che può mascherare i sintomi da carenza di vitamina B12 fino alla comparsa di conseguenze molto serie.

I portatori di malattia celiaca, anche se non grave e compensata dalla dieta senza glutine, soffrono quasi sempre di carenza di vitamina B12, spesso associata a carenza di folati, per difetto di assorbimento. Tale carenza, oltre a causare i relativi sintomi, può anche influire negativamente sull’evoluzione della malattia. Lo stesso vale per altre malattie infiammatorie croniche intestinali.

Una carenza di vitamina B12 può verificarsi anche in coloro che seguono una dieta ipocalorica molto restrittiva. Durante la gravidanza e l’allattamento vi è un aumentato fabbisogno che va adeguatamente compensato e in tali condizioni non si dovrebbe mai seguire una dieta ipocalorica o vegana senza controllo medico.

Infine, carenze saltuarie e parziali di vitamina B12, generalmente non tali da causare sintomi, possono verificarsi anche in soggetti privi dei fattori di rischio di cui sopra a causa di un’alimentazione irregolare o di aumentato fabbisogno da tossicità ambientale. Ad esempio, la carenza di vitamina B12 va sempre considerata nelle coppie con infertilità inspiegata o con aborto ricorrente o che hanno generato bambini con difetti del tubo neurale (spina bifida).

 

vitamin b12 genetics

Vitamina B12 e patrimonio genetico

Molte delle cobalamine alimentari e le cianocobalamine dei supplementi (vedi appresso) sono delle pro-vitamine e necessitano di un’attivazione da parte di un enzima denominato MTRR. Il gene che codifica per questo enzima può essere presente come variante a ridotta attività. Ciascuno di noi ha due copie di ogni gene. I soggetti sono portatori di una copia normale ed una difettosa, detti eterozigoti per variante MTRR, hanno un difetto lieve nell’attivazione della vitamina B12 mentre coloro che hanno entrambe le copie difettose lamentano un deficit di attività più marcato. Non ci sono dati sulla frequenza di queste varianti in Italia ma studi americani riportano una frequenza degli eterozigoti vicina al 50% nella popolazione di etnia caucasica/europea.

La presenza di una eterozigosi per variante difettiva dell’enzima non comporta rischi per la salute, ma in soggetti portatori di altri lievi difetti genetici associati (altri enzimi difettivi) si prevede una maggiore sensibilità a carenze dietetiche di vitamina B12 anche modeste. I test genetici sono complicati e di difficile interpretazione e non sono consigliati. È consigliabile invece tenere alto l’apporto alimentare di vitamina B12 in tutti gli individui così da avere una piena efficienza indipendentemente dal substrato genetico.

Vitamina B12 negli integratori alimentari

La forma di vitamina B12 normalmente contenuta negli integratori alimentari e negli alimenti fortificati è la cianocobalamina che può essere convertita dal nostro organismo nelle forme attive di vitamina B12, è più economica da produrre ed è più stabile nel tempo. Si tratta di una cobalamina sintetica ottenuta mediante coltura dei batteri che sono capaci di produrre la vitamina B12. Il processo di estrazione causa una lieve contaminazione chimica così che la sostanza ottenuta contiene residui di acido cianidrico (HCN), da cui il nome di ciano-cobalamina.

La cianocobalamina è un buon sostituto delle cobalamine naturali ma, per essere convertita nell’essenziale metilcobalamina, necessita di un’attivazione da parte dell’enzima MTRR (vedi sopra). Pertanto, in soggetti portatori di un difetto genetico nell’enzima si prevede una ridotta efficacia dei normali supplementi. Inoltre, l’attivazione è un processo riduttivo, ovvero uno di quelli compromessi dallo stress ossidativo. Questo fa si che i soggetti che soffrono di stress ossidativo, cioè coloro che ne hanno più bisogno, beneficiano meno di una supplementazione di vitamina B12 in forma di cianocobalamine. Infine, dato che solo la metilcobalamina passa con efficienza nel sistema nervoso centrale, la sostituzione con cianocobalamine ha minore capacità di correggere carenze e stress ossidativo in tale sede.

Per i motivi sopra esposti sono stati più recentemente messi a punto processi per la produzione industriale di vitamina B12 attiva, ovvero metilcobalamina. Questa forma di vitamina B12 non necessita di attivazione e sarà quindi pienamente utilizzabile anche da chi ha un difetto genetico MTRR e da chi é sotto stress ossidativo.

Dr.ssa Elisabetta Zibetti
Via Indipendenza 6, Varese
tel 0332.1691054 – 338.8260026

Vitamina B12 in Parthenogen

Gli integratori alimentari sviluppati da Parthenogen sono destinati a supportare in maniera completa il ciclo del carbonio (dell’acido folico) perché questo è un requisito essenziale per il funzionamento delle difese antiossidanti endogene. Pertanto, la vitamna B12 è un costituente chiave in tutti i prodotti.

I nostri prodotti Condensyl e Procrelia sono destinati primariamente a supportare la cura dell’infertilità maschile con l’obiettivo di aumentare sia la quantità che la qualità degli spermatozoi, quindi anche la loro motilità che è subordinata alla produzione di energia. In tali prodotti abbiamo pertanto preferito l’utilizzo di cianocobalamina che rifornisce in maniera simile sia le scorte di deossicobalamina, necessaria alla produzione di energia, che quelle di metilcobalamina, necessaria alla crescita cellulare ed alle difese antiossidanti.

Il nostro prodotto Impryl è destinato invece alla correzione dello stress ossidativo in maniera completa ed efficace anche nei soggetti portatori di varianti genetiche difettose degli enzimi coinvolti. Pertanto Impryl contiene vitamina B12 nella sua forma attiva di metilcobalamina per una massima capacità antiossidante in tutti i soggetti ed in tutti i distretti, incluso il sistema nervoso centrale.

In tutti i casi, gli integratori Parthenogen contengono quantità di vitamina B12 (e delle altre sostanze) precisamente in linea con i livelli consigliati dall’agenzia europea EFSA, non un microgrammo in più. Infatti la fisiolosofia aziendale è quella di perseguire una strategia integrativa multifattoriale nella quale l’efficacia è garantita da una larga e mirata combinazione di sostanze e non da innaturali eccessi di singoli principi nutritivi che riteniamo dannosa per definizione.

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