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Aspetti diagnostici

Condensyl e Impryl possono essere assunti da tutti, anche in assenza di accertamenti diagnostici

Essendo basati sul principio dell’attività antiossidante indiretta Condensyl e Impryl non sono in grado, per definizione, di causare perturbazioni metaboliche. Pertanto essi non impongono particolari limitazioni di utilizzo e possono essere assunti da tutti e senza specifici limiti di tempo: gli effetti benefici sul metabolismo e sulla fisiologia cellulare dureranno fino a che il supporto viene mantenuto.

Tuttavia, coloro che assumono l’integrazione nutrizionale per obiettivi specifici, ad esempio la ricerca di procreazione, dovrebbero assumere i prodotti sotto una guida specialistica e con l’ausilio di indagini diagnostiche così da poter verificare se il supporto ottiene i risultati sperati e se ci sono degli aggiustamenti da apportare.

Vengono qui di seguito menzionati alcuni test che possono essere di utile guida per l’utilizzo di Condensyl e Impryl mentre per un panorama completo delle opportunità diagnostiche è bene fare riferimento al medico specialista.

Indagini sul metabolismo

Impryl (e meno specificamente Condensyl) esplica la sua azione primariamente favorendo il riciclo metabolico dell’omocisteina, che è un riconosciuto fattore di rischio per malattia cardiovascolare, malattie neurodegenerative, patologie neoplastiche ed altre.

Il test per il dosaggio della omocisteina plasmatica è disponibile presso quasi tutti i laboratori di analisi e viene comunemente offerto come parte delle batterie di screening ematochimico (comuni analisi del sangue) e sempre più spesso a uomini e donne in cerca di una gravidanza. I portatori di elevata omocisteina possono utilizzare Impryl tra gli strumenti per una correzione di tale fattore di rischio. Di contro, un valore di omocisteina nei limiti della norma non esclude la potenziale utilità di Impryl.

Coloro che integrano la loro dieta con Impryl riportano spesso un miglioramento del quadro lipidico e può essere opportuno verificare gli effetti del trattamento su tali parametri. I principali test da eseguire sono in questo caso, insieme alla omocisteina plasmatica, il dosaggio di colesterolo e trigliceridi, la quota dicolesterolo HDL.

In casi particolari, ad esempio malattie metaboliche note o ricerca di fattori di rischio specifici, può essere utile eseguire dei test genetici per verificare se si è portatori di varianti a bassa attività di qualcuno deglienzimi chiave del metabolismo, vedi più sotto. Tali test vanno sempre eseguiti sotto la guida di uno specialista esperto. In ogni caso, i più comuni difetti genetici sono già compensati in Impryl grazie alla presenza di specifici nutrienti in forma già attivata.

holding hands baby newborn

Infertilità maschile

Gli uomini in cerca di paternità dovrebbero sempre eseguire un’analisi dello sperma nelle mani di un esperto andrologo. Un quadro normospermico non esclude l’utilità del trattamento con Condensyl o Procrelia in quanto i danni da stress ossidativo non sono normalmente visibili a tale esame. Di contro, soggetti portatori di oligospermia (riduzione del numero), teratospermia (forme anomale) ed astenospermia (ridotta motilità) hanno maggiori probabilità di soffrire di un contemporaneo stress ossidativo e sono particolarmente candidati al trattamento.

Gli uomini con problemi di fertilità noti o facenti parte di coppie con una prolungata infertilità e/o resistenti a pratiche PMA e/o sofferenti di aborti ripetuti dovrebbero sottoporsi ad esami più specifici per la ricerca di danno ossidativo spermatico. La misurazione dell’indice di frammentazione del DNA spermatico (DFI) è offerta da molti laboratori, seppure con diverse metodiche. Un DFI elevato costituisce indicazione elettiva al trattamento con Procrelia. Il trattamento dovrebbe essere continuato fino all’ottenimento di una significativa riduzione del DFI ed eventualmente proseguito con Condensyl fino a raggiungimento di una gravidanza. Gli studi clinici effettuati indicano che una riduzione del 10% del DFI (es. da 35% a 25%) è già sufficiente a migliorare la prognosi riproduttiva.

La misurazione dell’indice di decondensazione del nucleo spermatico (SDI), di per sè semplice e poco costosa, è ad oggi offerta da pochi laboratori. Tuttavia, è noto che uomini portatori di SDI superiore al 30% non hanno nessuna possibilità di concepire naturalmente. Condensyl è il primo ed unico trattamento noto capace di ridurre lo SDI all’interno di studi clinici controllati.

Un incremento patologico dello SDI è spesso prodotto dall’assunzione di forti antiossidanti e configura un netto peggioramento della prognosi riproduttiva. Soggetti sottoposti a tali trattamenti dovrebbero controllare lo SDI dopo trattamento e considerare un ciclo riparatore con Condensyl se il valore è alterato.

Infertilità femminile

Le donne in età fertile dovrebbero sempre essere sottoposte, insieme ad altri esami, ad una ecografia pelvica. Oltre ad offrire utili informazioni sul processo ovulatorio in corso, l’esame ecografico può evidenziare la presenza di una policistosi ovarica. Tali lesioni possono accompagnarsi a iperandrogenismo/irsutismo, ad iperinsulinemia, a disturbi dell’ovulazione e ad una ridotta fertilità. Il trattamento con Impryl può contribuire a migliorare tali sintomi, a normalizzare l’ovulazione ed a migliorare le probabilità di gravidanza.

L’esame ecografico può in alcuni casi evidenziare la presenza di endometriosi, ovvero anomala presenza extrauterina di mucosa endometriale, che è anch’essa una possibile causa di infertilità. Anche in questi casi il trattamento con Impryl  può migliorare la sintomatologia e le probabilità di una gravidanza.

Test genetici

Le coppie con una lunga storia di infertilità, ancor più se resistenti a pratiche di PMA, modesto sviluppo degli embrioni in vitro, difetto di impianto ed abortività ricorrente dovrebbero considerare ulteriori accertamenti.

Tra questi il test di maggiore impatto prognostico è quello dello screening genetico pre-impianto (PGS). Il test è volto a contare il numero dei cromosomi presenti nelle cellule per evidenziare la presenza di aneuploidia, ovvero presenza di cromosomi in eccesso o in difetto che è in genere incompatibile con uno sviluppo a termine del feto. Tale test può essere effettuato sia sugli spermatozoi (media dell’eiaculato) che sugli ovociti (globulo polare). Viene tuttavia più comunemente impiegato sugli embrioni allo stato di blastocisti così da poter scegliere quelli normali per il successivo trasferimento in utero. La comparsa di aneuploidia nei gameti e negli embrioni da essi derivati è in parte legata allo stress ossidativo ed il quadro può essere migliorato con un ciclo di supporto con Impryl così da ottenere una quota più larga di embrioni euploidi tra i quali scegliere quello da impiantare.

Un altro test consigliato per la gestione di coppie con infertilità PMA resistente è la ricerca di varianti genetiche anomale (meno attive) degli enzimi chiave del metabolismo, che sono peraltro molto frequenti nella popolazione italiana. I geni più comunemente testati sono noti con le sigle MTHFR, enzima che attiva l’acido folico, e MTRR, enzima che attiva la vitamina B12. Una valutazione affidabile del rischio individuale non è tuttavia possibile se non vengono testati anche altri enzimi tra cui la BHMT, che ricicla l’omocisteina a partire da betaina, e la CBS, l’enzima che regola la sintesi del GSH e quindi le difese antiossidanti. Va notato che la sola CBS può avere circa 200 varianti di cui si ignora il livello di funzionalità. È quindi evidente che uno studio genetico che sia veramente informativo è molto complesso e va riservato a casi molto selezionati.

L’unico rimedio possibile per i soggetti portatori di queste varianti genetiche è un supporto nutrizionale mirato volto a compensare la ridotta attività degli enzimi fornendo le sostanze che questi enzimi non producono in maniera adeguata. Impryl è appositamente formulato per fornire tali sostanze ed è in questi casi il prodotto di scelta. In particolare, Impryl fornisce:

  • Acido folico in forma metilata (metilfolato), ovvero attiva, per compensare un possibile difetto di MTHFR
  • Vitamina B12 in forma metilata (metilcobalamina), ovvero attiva, per compensare un possibile difetto MTRR
  • Betaina, substrato della BHMT, in modo da compensare con un eccesso di substrato possibili difetti nell’enzima
  • Cistina (donatore di cisteina) per rifornire la sintesi del GSH a valle del possibile blocco da variante anomala dell’enzima CBS

Pertanto, l’assunzione di Impryl elimina la necessità di testare gli enzimi se non per la presenza di quesiti diagnostici particolari.

condensyl parthenogen

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